San Tommaso D’Aquino – La vita e il pensiero

 La vita e il pensiero

Tommaso nasce a Roccasecca nel 1225 (?), dal padre Landolfo e la madre Teodora. Nel 1230 è mandato all’abbazia di Montecassino, per essere educato ed istruito con la speranza che diventi abate. Nel 1239 va a Napoli e studia le arti liberali nell’università da poco fondata dal re Federico II. Nel 1244 entra nell’ordine dei domenicani a san Domenico maggiore a Napoli e il suo maestro generale Giovanni Teutonico, lo conduce con sé a Parigi, ma ad Acquapendente, il fratello lo blocca e lo riconsan_tommaso_d_aquinoduce con sé al castello paterno in esilio, con l’intento di dissuaderlo dal farsi frate, ma non vi riesce, in questo periodo probabilmente scrive il de fallacis; nel 1245 ritorna a Napoli e riparte per Parigi. Tra il 1248-52 è a Colonia alla scuola di Alberto Magno, tra il 1252-54, probabilmente, insegna a Parigi come baccelliere Biblico e tra il 1254-56 è baccelliere delle sentenze di Pietro Lombardo, in questo periodo scrive diverse opere, tra cui “De ente et essentia”. Successivamente, sempre nel 1256 è magister in Teologia e durante questo suo soggiorno a Parigi, scrive: “Le questiones sulla Veritate”, il commento al “De Trinitate” di Boezio, e inizia la Summa contra Gentiles. Nel 1259 si trasferisce in Italia, in questi anni parteciperà ai capitoli provinciali del suo ordine e si sposterà in diverse città dove il papa risedeva: Anagni, Orvieto, Roma, Viterbo e questo fino al 1268. In questo periodo termina la Summa contra gentiles e inizia la Summa Teologica. Nel 1268 ritorna a Parigi e compie il suo secondo magistero, tra il 1269-1272 scrive altre opere, tra cui commenti alla Bibbia e ad Aristotele e anche la seconda parte della summa Teologica. Nel 1272 è richiamato a Napoli a dirigere lo studium generale dei domenicani, tra il 1272-73 inizia la terza parte della summa teologica ma non la termina insieme ad altri commentari biblici e aristotelici, nel dicembre del 1273 la sua salute declina e non scrive più. Agli inizi del 1274 è in viaggio verso il concilio di Lione, ma morirà il 7 marzo, durante il viaggio nell’abbazia Cistercense di Fossanova.

 

 

FEDE E RAGIONE

Riguardo al rapporto fides et ratio, Tommaso sostiene che per conoscere Dio, che supera la comprensione della ragione, non basta la sola ricerca filosofica, ma occorre che Dio stesso intervenga e si riveli in un linguaggio accessibile all’uomo.

La Rivelazione – e dunque la fede cristiana – non annulla né rende inutile la ragione. Inoltre le verità scoperte dalla ragione non possono venire in contrasto con le verità rivelate giacché entrambe procedono da Dio, che è luce e verità somma. Ciò appaia come un contrasto, è solo perché si tratta di conclusioni false o non necessarie o non si è indagato a sufficienza. La ragione può essere d’aiuto alla fede in tre modi : 1) dimostrando i preamboli della fede cioè quelle verità la cui dimostrazione è necessaria alla fede stessa (non si può credere in Dio se non si sa se esiste, se è uno o molti ecc., il che può essere fatto dalla ragione); 2) chiarire mediante similitudini le verità della fede, ad es. illustrando in un linguaggio accettabile i misteri della Trinità e dell’Incarnazione; 3) controbattere alle obiezioni che si possono fare alla fede dimostrando che sono false.

 

LE CINQUE VIE

Tommaso sa già per fede che Dio esiste, tuttavia si domanda come ciò può essere dimostrabile dalla ragione. Per Tommaso, infatti, la fede è una fede intelligente, in quanto la fede autentica è ricerca intelligente.

 La Grazia non sopprime la natura ma la purifica e la eleva.

Noi non conosciamo l’Essenza di Dio, quindi la ragione, secondo Tommaso, non può arrivare a Dio solo con la riflessione sull’idea di Dio, come sosteneva Anselmo d’Aosta. Per Tommaso l’uomo attraverso la ratio può giungere a Dio ma a partire dalle cose sensibili, dalle creature sensibili. Tutti gli enti molteplici e finiti, per Tommaso, ricevono l’Essere dall’unica realtà originaria che è Dio.

 

I Via – Il Moto (La più evidente)

Alcune cose (enti) mutano in questo mondo e ciò è riscontrabile all’uomo a partire dai sensi; tutto ciò che muta, è mosso da altri, perché una realtà/ente, non può mutare se stessa. Un ente/realtà non muta se non è in potenza a ciò a cui termina il mutamento, muove, ossia provoca il mutamento in quanto è in atto. Ciò che è caldo come il fuoco (atto) fa essere caldo il legno che lo diviene in (potenza). Un ente non può essere origine e soggetto del mutamento medesimo. Or dunque nella ricerca dell’origine del moto, non si può procedere all’infinito, quindi Tommaso ritiene che Dio è Immutabile e in quanto tale tutto ciò che muta ha la causa originante in Dio.

II Via – Causa efficiente

L’ordine della causa efficiente, è dato dalla considerazione che nel mondo ci sono alcune cose che producono altre cose, ora perché un ente/cosa non può produrre se stessa, bisogna affermare che ci sia un Ente dalla quale tutte le cose ricevono una Origine, questo ente è Dio.

III VIA – Generazione e Corruzione

Tutto ha un’origine e una fine. Nel mondo tutto si produce e tutto poi si distrugge, per cui Tommaso ritiene che ci sia un Ente indefettibile, che ha l’Essere in sé ed è causa di se stesso, questo Ente è Dio.

IV Via – I Gradi di perfezione

Nella realtà si riscontrano cose buone e cose meno buone, cose belle e cose meno belle, ora questa gradazione da dove viene? Chi ha l’idea perfetta della bontà, della verità, della bellezza? Per Tommaso è Dio la causa dell’essere e della bontà, della verità e della Perfezione.

 

V Via – Le Finalità

Tommaso sulla base di Aristotele e degli stoici, osserva che  negli elementi naturali e nei corpi celesti, ogni ente opera per un fine, pur non essendo dotato di intelligenza e di conoscenza. Da ciò, si evince, che non raggiungono il fine per caso, ma perché orientati, chi li orienta è Dio, somma Intelligenza e Sapienza.

Gli attributi di Dio si fondano sulla teologia negativa: dire di Dio ciò che non è. Tuttavia, Tommaso controbatte le posizioni di Monimiade (Ebreo), il quale era del parere che possiamo dire di Dio ciò che non è ma che tuttavia, Dio sfuggirà sempre alla nostra conoscenza, fondamentalmente era un agnostico. Tommaso invece, ritiene che i predicati di Dio si fondino sul concetto di analogia, per cui possiamo dire di Dio ciò che è ma limitatamente e ciò, a causa del nostro status attuale di imperfezione. Ma con la Parusia vedremo Dio così come Egli è, poiché Dio è Colui che è Presente. (Es 3,15).

SUMMA THEOLOGICA (1265-1274)

Tommaso scrisse la 1* e la 2* parte della Summa, la Terza restò’ incompiuta. Nell’introduzione, Tommaso, chiarisce le finalità dell’Opera:

  • L’intento della sacra dottrina (Teologia) è di comunicare la conoscenza di Dio, non solo di Dio in sé, ma di Dio inteso come Principio e Fine della realtà. (I Parte)
  • La Creatura umana è un animale razionale e per ciò stesso è capace di Dio ed è in cammino verso Dio. (II Parte)
  • Cristo Vero Uomo è la Via che può e conduce l’uomo a Dio (III Parte).

La Summa si divide in trattati e ogni trattato è diviso in questioni, ogni questione in articolo.

In ogni articolo è circoscritto e posto un problema, l’articolo è suddiviso in quattro parti:

  1. Obiezioni (Viditur quod);
  2. Sed Contra (posizione dell’autore);
  3. Respondeo (Contributo dell’autore);
  4. Soluzione alle obiezioni (Chiarificazione).

Fondamentalmente ogni articolo consta di due parti: storica e teorica. Nella parte storica Obiezioni e Sed Contra viene detto intorno ad un problema, tutto ciò che è stato detto nella storia, nel respondeo e nelle soluzioni è espresso il pensiero, il contributo dell’autore[1].

[1] Per un approfondimento vedi: S. Vanni Rovighi, Introduzione a Tommaso D’Aquino, Editori Laterza, Bari 1981.

Scritto da

Giuseppe Lubrino